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Reviews

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biography

discography

Thank God We’re Not Religious by Manuel Graziani - Rumore

Ecco l’ennesima r’n’r band scandinava, storcerà il naso qualcuno. Tie’, le solite All Star, le solite catenelle che penzolano dai passanti dei jeans, i soliti tatuaggi sugli avambracci, le solite acconciature cortissime o lunghissime che fanno tanto rock, obietterà qualcun altro. Ok, touché, avete ragione. Però questo secondo disco del quintetto svedese merita attenzione perché i ragazzi di Norrköping hanno fatto passi da gigante dall’hard rock cafone di Molotov Cocktail del 2004. Sono andati giù di lima, hanno tirato via il superfluo, sin dall’attacco mozzafiato Viagra Falls: un r’n’r ipercinetico, sostenuto da una batteria che non dà respiro e chitarre che sbuffano come una locomotiva a carbone. Il secondo affondo, Devils Dienstag, è un high-garage-punk a 300 all’ora che puzza di Stones strafatti di speed. Tutto il disco si mantiene su questi, ottimi livelli. Vale a dire, palla lunga e pedalare con qualche giocata da fuoriclasse: l’hard voodoo Black Lagoon, il power pop trasfigurato Young & Addicted e il punk-rock al fulmicotone M.I.L.F.

Thank God We're Not Religious by A.Autieri - Rocksound

Il quintetto svedese arriva al sophomore,sempre sulla nostrano Nicotine label che pare orientata a specializzarsi in band del genere.
Rispetto al precedente Molotov cocktail",il range di influenze si allarga le canzoni diventano più offensive,volgari e violente,e l'ironia che li aveva contraddistinti
si tinge di luci rosse - con canzoni come l'opening- track "Viagra Falls","Matanuska mistress", "Milf" dedicata alle mamme ancora piacenti - di rosso sangue con
" See you die" , colorandosi di tinte oscure in "Black lagoon" e "Devils dienstag" e di verde brillante in "Marie-Joana".
Con questo caleidoscopio lisergico di colori,il loro rock'n'roll vertiginoso si può considerare come un ottimo esempio di musica suonata per divertire il pubblico,
ricca di fraseggi di chitarra orientaleggianti,retaggio del r'n'r dei Fifties,sfuriate stile Heartbreakers è un sacco di pigrizia da kids alcolizzati,su una bella base punk anni Novanta dove è l'energia a farla da padrona.

Thank God We're Not Religious by Jens - Lowcut - www.lowcut.dk

Yeah! A new punkrock'n'roll album from Pär & Co. which spands from almost powerpop ("Young & Addicted", "Opium Eyes") to speedy Zeke-esque motorpunk like "Overdose Maximus" and "See You Die". This album could've been released in the mid90s, but the songs are pretty timeless sex, drugs & rawk'n'roll. One of the best Swedish combos around today.

Thank God We're Not Religious by Thomas - Xnay - www.xnay.at

Das Debütalbum „Molotov Cocktail“ von vor drei Jahren war schon sehr gut, aber mit „Thank God We’re Not Religious“ legen die Schweden noch einen drauf.
Die 13 Lieder sind allesamt noch einen Tick einprägsamer als auf dem Vorgängeralbum. „Young & Addicted“, der Opener „Viagra Falls“ oder „Overdose Maximus“ (und viele andere) sind richtige Ohrwürmer, die auch noch verdammt rocken.
Womit wir schon bei den (anderen) Qualitäten von Rawhypnols wären: cool rockende Riffs, Songs die zum Mitsingen taugen und noch dazu äußerst mitreißend sind.
Für die 13 Lieder benötigen die Rawhypnols übrigens nur 28 Minuten, aber die Band ist größtenteils auch immer sehr flott, ja beinahe schon fast punkig unterwegs, so wie zum Beispiel beim abschließenden „See You Die“.
Fazit: Die schwedischen Rawhypnols haben sich also im Vergleich zum Vorgänger noch einen Schritt weiterentwickelt. Nicht nur der Sound ist besser, auch die Lieder an sich sind erstens interessanter und zweitens gehen sie noch eine Spur schneller ins Ohr und bleiben da auch länger. Alles in allem also verdammt guter Rock.

Thanks God We're Not Religious by Leonardo Tongiani - Ondalternativa

Cosa aspettarsi da una band svedese con un nome estremamente a quello del "roipnol", dapprima farmaco che facilitava l'addormentamento, poi usato come droga capace di fare perdere la coscienza di se, e di procurare amnesie? Cosa aspettarsi da una band al suo secondo album, anche questo con la Nicotine Records? Cosa aspettarsi quando è un quintetto punk/rock svedese? E se come ciliegina sulla torta l'album si chiama "Grazie a Dio non siamo religiosi"? Ovviamente qualcosa di buono! Partiamo dal booklet, dove sulla copertina appaiono 5 nani vestiti retrò, che danzano in girotondo su delle foglie.. ognuno occupato a fumare qualcosa... poi si apre pagina e si vede un collage di immagini varie, da istantanee di concerti, torsi nudi, gesti non proprio consoni e nasi sanguinanti... coca o pugni? Poi si passa a leggere titoli delle canzoni e sulle prime non si è sicuri di averli letti bene, perché ci si trova davanti a titoli altisonanti come "Viagra Falls", "Marie-Joana". "M.I.L.F.", "Overdose Maximus", in mezzo a titoli meno sconvolgenti. L'album tratta argomenti come blasfemia, stranezze, droga e ironia, e riesce a farlo in maniera iper coinvolgente. Durante tutto l'ascolto, è praticamente impossibile rimanere impassibili davanti al ritmo. I casi sono due: o si tiene il ritmo col piede, o si fa un pò di head banging, a secoda di quanto personalmente coinvolge. Il gruppo è davvero ben affiatato, e la musica che suona è un ottimo punk rock, con spesso degli attacchi alle canzoni estremamente ben riusciti, belli, che fanno pensare che stia per cominciare una canzone rock, piuttosto che punk, anche se, nella traccia "Black Lagoon", questa impressione, risulta essere quella corretta. Tra le tracce migliori, oltre alla già citata "Black Lagoon", traoviamo "2005" ,"Overdose Maximus","Viagra Falls" e "Young & Addicted". La durata mendia delle 13 canzoni è di 2 minuti e 15 secondi, con punte di 3 minuti e 15. Canzoni corte, che fanno presto a passare, e che non fanno pesare un continuo ascolto dell'album! Tirando le somme è un buon album, perfino ottimo, se si pensa ai pochi trascorsi di questa band, che in poco tempo ha raggiunto un livello già considerevole. In attesa del prossimo! Intanto, il piede continua a tenere il ritmo!

Thank God we’re not religious by Micke Pihlblad - www.norrkoping.nu

Det är ett par år sedan de släppte debuten men mycket känns igen när Rawhypnols, Norrköpings kanske främsta rock´n´roll-molesters för närvarande, släpper nytt material. Det de gjort i grund och botten är att de förädlat sina ingredienser. Det är fortfarande riffmania med halsbrytande hastighet, ruskigt mycket energi och en rock´n´roll som på sannolika skäl är misstänkt för overdosering av speed. Skillnaden mot förra gången är att allt är lite vassare, lite smartare och lite bättre. Med låtar som Viagra Falls eller Opium Eyes finns definitivt potentialen att välta vilken klubb som helst.

Thank God we’re not religious - www.corren.se

Från Norrköping kommer detta doldisgäng som fullkomligt golvar mig med en halvtimma skitigt och elakt rocksväng. Bitvis drar det åt det trallvänliga The Hives-hållet men bandet behåller hela tiden hånflinet på läpparna och glimten i ögat. Som Linköpingsbo bär det emot att erkänna, men det är fördel Norrköping på rockfronten just nu.

Thank God We're Not Religious by MaxRozzo - Troublezine

Ancora una volta mi trovo di fronte ad una band svedese che conoscevo solo per nome, e ancora una volta rimango conquistato. Gli scandinavi in questione rispondono al nome di Rawhypnols e sono un quintetto giunto al proprio secondo album (il primo, “Molotov Cocktail” è uscito nel 2004 sempre per la Nicotine Records) e con un buon numero di concerti e tour a zonzo per il vecchio continente (sono stati anche in Italia con gli S.T.P.).
L’ironico controsenso del titolo dell’album già chiarisce da solo molte cose e ci introduce ad un sound sporco e scatenato, dalle liriche spinte e blasfeme: it’s only rock’n’roll, in cui confluiscono tante influenze, dal punkrock, al garage, all’hard rock, mescolate ottimamente insieme ed unite ad una carica che dal vivo deve essere esplosiva.
E’ chiaro che si sente che sono svedesi, la scuola da cui provengono è quella degli Hives, dei Manikins, dei Sons Of Cyrus, ma anche, perché no, dei Backyard Babies. La particolarità dei Rawhypnols però secondo me sta nella “struttura” dei pezzi, che è decisamente punkrock: 2 minuti e via (13 pezzi in 27 minuti, questo la dice lunga!).
In ogni caso se vi piacciono le band citate non potrete non apprezzare questa!

Molotov Cocktail by Julius Stiebert - Wasteofmind

Das die Rawhypnols aus Schweden kommen, hört man ihnen an. Wie der Titel "Molotov Cocktail" schon andeutet, ist das Debüt eine echt explosive Mischung. Denn die Band spielt absolut eingängigen Punk'n'Roll, der mal langsam und melodisch, mal schnell und rockig ist. Natürlich hat man so etwas auch vorher schon gehört, doch diese gelungene Umsetzung lässt gar keine solchen Gedanken zu. Denn der Sound der Rawhypnols ist derart treibend, dass er einfach in die Beine geht. Und wer schon nicht tanzen möchte, kann zumindest bei den Refrains gut mitsingen. Wer bei Songs wie "Buy Your Way Out" oder "Shuffle Them Bones" immer noch ruhig bleibt, der kann vermutlich auch nichts mit Punkrock oder Rock'n'Roll anfangen. Wer hingegen auf schnellen Schweden-Punk'n'Roll steht, wird seine Freude an "Molotov Cocktail" haben

Molotov Cocktail by Steven van Duyse - Kindamuzik - www.kindamuzik.net

Vijf vervaarlijk kijkende, met tatoeages bedekte Zweden met een voorliefde voor oude micro's, flauwe bandnamen en al even flauwe veiligheidswaarschuwingen op de hoes van een cd die Molotov Cocktail heet. Jawel, weer een nieuwe rock-'n'-rollband uit het hoge Noorden die voldoet aan elk denkbaar cliché. Maar in tegenstelling tot veel van die bands rocken de Rawhypnols wel een stevig pakje weg, zonder ook maar een seconde te vervelen.'One Step Closer to Keith' verdient nu al een prijs voor de schitterende filmquotes die gebruikt worden, en 'Shuffle Them Bones' is een typisch voorbeeld van 'beter goed gestolen dan slecht verzonnen': pik een U2-riff, versnel hem, gooi er nog wat Riverboat Gamblers tussen, en je hebt een kraker te pakken. Eigenlijk zou je van elk nummer op Molotov Cocktail iets positiefs kunnen zeggen, maar dat zou ons te lang bezighouden. Beter is gewoon te zeggen dat Rawhypnols stevig verrast hebben met dit zeer korte maar enorm krachtige album, en wie na het horen van 'Buy Your Way Out' het tegendeel beweert, verdient het om verkleed als vijfjarige een nachtje in Neverland door te brengen

Molotov Cocktail by Frank - Plastic Bomb - www.plastic-bomb.de

Das Fünferpack aus Schweden konnte mich kürzlich bei ihrem Auftritt im Soester Sonic überzeugen und so schnappte ich mir auch deren aktuelle CD „Molotov Cocktail“, erschienen auf dem italienischen Label Nicotine Records. Und das gleiche Feuerwerk, das Rawhypnols live entfachen, entzünden sie auch auf ihrem Album. Straighter Punkrock`n´Roll, der den Tanzboden und gleichermassen den Magen zum Beben bringt. Stampfende Beats, Geile Hoks und Melodien und ab und zu schaut man mal Richtung Turbonegro und Konsorten, was will der Mensch mehr. Klasse Platte und Party garantiert. Einziger Minuspunkt, nach 24 Minuten ist der Spass schon zu Ende.
Luftgitarren sind übrigens erlaubt!

Molotov Cocktail by Thomas - Xnay - www.xnay.at

Dass die Schweden ordentlich rocken können, ist dank Bands wie zum Beispiel Puffball, The Hellacopters oder The Peepshows hinreichend bekannt. Und mit den erst im Jahr 2003 gegründeten Rawhypnols gibt es jetzt eine Band mehr, die punkigen und Garage-mäßigen Rock ’n’ Roll macht.Das liest sich jetzt vielleicht nicht gerade euphorisch und die Rawhypnols machen ja auch bestimmt nichts Neues, aber das, was sie machen, ist schon ziemlich gut.
Da wäre beispielsweise das flotte „Whip Your Ass“ mit dem tollen Mitsing-Refrain, das eher langsamere aber nicht weniger gute „Nobody Home“ und so weiter.Fazit: „Molotov Cocktail“ bietet elf Mal coolen Punk ’n’ Roll bei dem man oft schön mitgröhlen kann. Und die Lieder bleiben auch recht schnell im Ohr hängen, was vor allem für die Stücke „Whip Your Ass“ und „Shuffle Them Bones“ gilt. Auch einen kleinen Streetpunk-Einfluss kann man gelegentlich heraushören.
Ein gutes Album also, aber live sind die Rawhypnols bestimmt noch besser.

Molotov Cocktail by Stradivarius - Babylonmagazine - www.babylonmagazine.net

Quando arriva un disco della Nicotine, mi vengono i sudori freddi: già non vado d'accordo con i miei vicini che mal tollerano il mio amore per il Rock sporco, ma un nuovo disco della casa di Tortona è fatalmente destinato a peggiorare la situazione. E questo cd in particolare. Non avevo mai sentito parlare di questi cinque delinquenti, ma potete giurarci che spaccano. Sono autori di uno Street Punk'nRoll che travolge e picchia duro, sono semplici ma potenti, non sono alla ricerca di un singolo che li faccia diventare famosi (anche se farebbe loro piacere, immagino), e sono maledettamente scorretti. In questa era di falsa cortesia, questi tipi suonano songs come "Here Comes The Drugtrain", una specie di CountryPunk, adattissima colonna sonora per festeggiare una laurea in Teologia o l'iscrizione ad un Rotary Club. Forse. Il mio vecchio cuore di rocker si infiamma a sapere che c'è ancora gente in giro che se ne fotte di tutto, e che non ne vuole sapere di mettersi in riga. Ma si può al giorno d'oggi, nella nostra società fatta di sorrisini falsi e di "mi consenta...", suonare roba come "Blackened Blues"? Secondo me si deve... Undici pezzi, undici pugni in faccia, undici occasioni per levarsi dalla faccia l'espressione di chi si è rassegnato, ed abbracciare la cusa del Rock. Mano a mano che il disco procede, ci si aspetta quasi che mollino il tiro, ma scordatevelo, non fanno prigionieri, e se voi dopo "No-One Around" avreste registrato un lento, per non esagerare, loro sfoderano un delirio come la successiva "Buy Your Way Out", dal forte spirito Punk e la seguente "A Timebomb Is Ticking". Poi, tanto per darvi una tregua, vi sparano con "Whip Your Ass", una song che vi taglia il fiato, e vanno a concludere in bellezza con "Downfall Of The Soul"... Insomma, bella sorpresa questi ragazzi, nomi nuovi, e rabbia vecchia, un gran bel cocktail esplosivo, come dice il nome dell'album!

Molotov Cocktail by R.Barisone - The Rockexplosion

Forse l’ ha già detto qualcuno, ma sembra proprio che in Svezia, per ripararsi dal freddo, non abbiano altre risorse che la musica. Non riuscirei a spiegarmi altrimenti l’elevatissima temperatura con cui le bands di questo Paese maneggiano il rock’n’roll. Ne sa qualcosa anche la Nicotine Records che, dopo gli eccezionali Trigger e lo scoppiettante garage-R&B degli Sweetbacks, fa centro anche con la sua terza scoperta nella terra dei vichinghi. Ebbene i Rawhypnols (ma è la stessa sostanza che Maradona somministrò di nascosto a Branco nei mondiali U.S.A.?) sembrano addirittura dei tamarri dal sangue latino, non usano mezzi termini (come la frase 'play loud and kill yourself', invita all’ interno del booklet) e sicuramente non raccontano balle, mantenendo in sette note ciò che promettono nel titolo. Sarà per via dell'ormai sfruttatissimo mix fra hard rock e punk, che ha tanto portato fortuna alle formazioni scandinave, ma quando tale esperimento risulta così azzeccato, allora c'è ben poco da ridire. Anzi, ciò che preme di uscire dalla mia tastiera del PC sono solo sinceri complimenti per l’energia e l'ispirazione che i cinque roiplonomani (chi vuol capire capisca!) mettono in questa loro prima pubblicazione ufficiale. “Molotov Cocktail” è dunque un disco che brilla più per la forza d’ insieme, che per la particolare bellezza di qualche singolo brano che spicca sui restanti. E intanto non si può non rimanere colpiti dall'enorme forza d’ urto di “One Step Closer To Keith” e “Blackened Blues”, classici inni spaccaossa. C'è poi spazio per rileggere l'insegnamento dei rimpianti New Bomb Turks e dei newyorkesi Jackpot, le cui gesta si possono rintracciare nei sanguigni retaggi 70's rock di “Nobody Home” e “Here Comes The Drugtrain”, la quale non nasconde sfumature Hillybilly. Beh, adesso magari vi aspettereste qualche ballata o virata di stile, tanto per spezzare un po' il ritmo e concedere un attimo di riposo alle vostre coronarie. E invece no! I Rawhypnols sembrano sbattersene altamente della vostra sensibilità cardiaca, perciò continuano a pestare in maniera sempre più furiosa, come dimostrano i riffs schiacciasassi di “Return Of The Monster”, “A Timebomb Is Ticking” e “Downfall Of The Soul”. Nel frattempo i nostri riescono a confezionare il pregevolissimo refrain di “Buy Your Way Out”, che si fa apprezzare come uno dei pezzi dall'impatto più gradevole e immediato. Beh lo so, anch’io qualche volta soffro di attacchi di nausea alla notizia di una nuovo gruppo di rockettari scandinavi, snobbandoli come l’ ennesimo clone delle superstars Hellacopters e Hives. Ma quasi sempre mi devo ricredere davanti ad un nuovo talento che rinnova in me l’amore per la musica pesante! Scommettiamo che dando un assaggio a questo pericoloso Cocktail vi succederà la stessa cosa?