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Reviews

  • Cowboy Prostitutes

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biography

discography

Swingin' at the fences by Ilaria - kdcobain

Non potevano che venire dalla Svezia questi ragazzi con il rock nel sangue. Il loro è un rock'n'roll vecchia scuola che parte dagli Stooges per arrivare ai più moderni Hellacopters e agli Hardcore Superstar. Passione, rock e melodia coesistono in questo album che si apre nel miglior modo con la devastante "Rock'n'roll jail" per poi smorzare un po' i toni con la melodica "Dancing on your grave", che ricorda gli ultimi lavori dei Backyard Babies.

I Cowboy Prostitutes fanno sul serio e sanno che devono dare il massimo per gareggiare in una scena ben fornita di talenti come quella svedese, e "Swingin' at the fences" ha tutte le carte in tavola per sfondare e per appassionare i rocker di tutta Europa. Brani come "Crime City", "Just as long" o "Rise" non lasciano un momento per riprendere fiato così come i loro energici live show. Una nuova stella è nata nel firmamento del rock'n'roll e porta il nome di Cowboy Prostitutes.

Swingin' At The Fences by Stefano Gottardi - www.roxxzone.com

Sono passati soltanto tre anni dall’autointitolato debut edito da Retrospect Records, ma gli svedesi Cowboy Prostitutes si sono completamente trasformati. Innanzitutto, dei vecchi membri sono rimasti i soli Luca Isabelle (voce/basso) e Per Widell (batteria) e, inoltre, in seguito ad alcuni problemi sorti con l’etichetta americana, la band ha deciso di cercare una nuova casa discografica. È così nato l’accordo con Nicotine Records e, dopo qualche tempo, Swingin’ At The Fences ha visto la luce del sole. Da subito la sensazione è quella di trovarsi di fronte ad un prodotto nettamente superiore al suo predecessore. Questa volta l’italianissimo cantante Luca ha fatto tutto da solo dietro la consolle, lasciando al noto musicista/produttore Dan Swano il compito di mixare e masterizzare l’album: il risultato è davvero apprezzabile e una spanna sopra la poco convincente produzione del debut. Anche il songwriting è migliorato e, complice l’innesto della nuova coppia di chitarristi Simon Salomon/Tobbe Johansson, il sound è molto più sleaze e scan rock-oriented. La partenza mozzafiato affidata a “Rock N’ Roll Jail” è subito bissata dalla devastante carica sleaze di “Dancing On Your Grave”, con un ritornello che è quasi impossibile levarsi dalla testa. Man mano che la track list scorre, le chicche spuntano come funghi nel bosco dopo un temporale: il singolo “Pirate Town”, con l’apporto di D.Vacuum (The Accidents), è una mazzata sulle gengive, una pillola rock’n’roll che va giù in un nanosecondo, ma i cui effetti si fanno sentire a lungo. “Crime City”, “Down The Drain”, “Just As Long” sono eccezionali, ma potremmo citare tutte le canzoni perché su questi lidi di filler non c’è nemmeno l’ombra! Buona anche la cover dei Creedence Clearwater Revival di “Travellin’ Band”. Determinante, come sempre, il contributo apportato dal tastierista Andreas Stromback, purtroppo uscito dalla formazione; sopra le righe la performance dietro al microfono di un Luca Isabelle particolarmente grezzo e incazzato: una voce perfetta per un album di questo tipo. Da un gruppo simile probabilmente la gente si aspetterebbe anche un killer look: bene, i Cowboy Prostitutes non ce l’hanno, ma credeteci quando vi diciamo che Swingin’ At The Fences spazza via con un colpo di mano tutto il pattume scan rock che da anni infesta la scena, andando di diritto a collocarsi in mezzo alle più riuscite release del genere, al fianco di nomi importanti come quelli di Hardcore Superstar, Backyard Babies, Hellacopetrs e compagnia bella. Fatelo vostro!