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Reviews

  • Love Injections

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biography

discography

Trees On A Hill by Joachim Hiller - Ox-Fanzine

Seit 2001 spielen die LOVE INJECTIONS schon zusammen, gingen aus den JACKALS hervor, doch nachdem sich anfangs mehrere Labels für sie interessierten, brauchte es dann doch drei Demos, bis ein erstes Album entstand, das vorliegende "Trees On A Hill", das nun via Nicotine Records aus Italien veröffentlicht wurde. Mit dem offenbaren die fünf Schweden, dass sie große ROLLING STONES-Fans sind, aber auch CCR, LEATHER NUN und THE SOUNDTRACK OF OUR LIVES zu ihren Vorbildern zählen. Hier ist kein Platz für musikalisches Klein-Klein, hier muss das große Rad gedreht werden, mögen die Vorbilder auch noch so groß sein. An sowas kann man scheitern, aber auch wachsen, und bei "Trees On A Hill" ist Letzteres der Fall: Das Album ist sicher kein Meisterwerk, aber erfüllt diverse Rock'n'Roll-Standards, und vom Biker-Scheunenfest bis zum Punkclub-Auftritt sind viele Einsatzmöglichkeiten für diese Band denkba

Trees On A Hill by Manuel Graziani - Rumore - www.rumoremag.com/recensioni.htm

I Love Injections sono in giro dagli inizi degli anni 00 e in tutto questo tempo hanno fatto la loro sana gavetta tra demo e compilation varie. D’altronde avere la “pretesa” di suonare rock’n’roll classico è un tantino pericoloso se non si fa pratica in cantina fino a uscirne spossati. Bisogna curare i dettagli, fare attenzione alle sfumature, cercare il pelo nell’uovo e non trovarlo. Questi svedesi con il cuore a stelle e strisce suonano maledettamente bene, che si tratti di delicate ballad da spiaggia californiana al crepuscolo come Tinseltowns & The Cross To Bear e Seven Days, di un bluesaccio rantolante tipo International Rescue, di stentorei rock’n’roll dal sapore pop sul genere di Tipsy, di un numero come Half Dead dove il violino culla i nostri dolci sogni a ritmo country. Disco consigliato a chi si “accontenta” di una band che ha la stessa sicurezza (e il mestiere) degli Stones dei ‘70, lo spleen indie dei Soul Asylum, il passo slabbrato di Bob Dylan e certe reminiscenze southern rock alla Black Crowes.

Trees On A Hill by Jens - Lowcut

Okay, yet another Swedish band (seems like there's more bands than people in our brother country)...so what do I get; 60s garagerock with college kids in suits and shit? Detroit r'n'r wannabeism? Generic motor-punkrock'n'roll? Nope, not at all. Love Injection is a breath of fresh air, r'n'r-wise. Imagine "Let It Bleed" period Stones getting intoxicated on corn liqour and doobies with Skynyrd and Allman Brothers, and you might have an idea of what "Trees On A Hill" is about. Classic (southern) rock and some of that country blues, yummy. The opening track "Just About Enough" is especially a treat for the ears, man, these boys can play and most importantly - they do with equally amounts of swagger and soul. Sell your boring Black Crowes records (if you have any) and get this record, PRONTO!

Trees On A Hill by Dante Natale - Nerds Attack!

Primo disco per questi svedesoni barbuti che approdono su Nicotine Records e il genere non poteva altro che essere, di nuovo, r'n'r. Va benissimo, mi piace sentire il r'n'r se qualcuno lo sa fare. Per mia fortuna i Love Injections, pur essendo al primo disco non sono affatto degli sprovveduti. Vi piacciono i Black Crowes e Dogs D’Amour? Bene, i Love Injections fanno per voi. Forse il primo brano è troppo lungo, molti sei minuti per essere apprezzato a dovere ma per fortuna ci pensano l’alcolica ‘Down & Out’ e la semi ballad ‘Tinseltown & The Cross To Bear’ a farmi venire il buon umore e a farmi venir voglia di aprire il mobile dei liquori e prendere un... cavolo di niente perchè è vuoto. ‘Half Dead’ è puro country rock con tanto di armonica, violino e un chorus irresistibile da cantare seduti presso un fuoco nella pianura del North Dakota, mentre un’avvenente pioniera vi invita a a ballare. Uh se mi piace questo disco. Andiamo avanti. ‘Not So Bad’ è un bluesaccio rantolante uscito dalla penna di Tyla, la spensierata ‘International Rescue’ vi farà sorridere come scemi, e quella chitarra slide alla Allman Brothers vi manderà in estasi, così come il resto del disco. Un’unica pecca: eccessiva lunghezza forse, mentre il resto va tutto a meraviglia.

Trees On A Hill by Tommaso 'tum' Vecchio - www.indie-zone.it

Sono svedesi, hanno le barbe lunghe e i jeans strettissimi, si chiamano tamarramente Love Injections. Hanno registrato il loro disco d’esordio nel loro fatiscente scantinato di Lidkoping, con un budget inesistente ma con cuore e determinazione pulsanti rock’n roll, senza pretese se non colpire dritto al cuore. L’intero disco si muove sull’asse stilistico che parte dal “Now” degli Stones per sconfinare nelle allucinazioni neo hippie di Akron Family e compagnia cantante. Si percepisce un radicale gusto retrò per la forma canzone strofa-ritornello che continua a sospingere Ryan Adams o Marah sulla cresta dell’onda dell’Americana. Il disco attacca deciso con “Just about Enough”, rock menefreghista e al contempo vincente. Balza all’orecchio un leggero e gradevole effetto “trippy” che fece la gloria di Dopes to Infinity dei Monster Magnet, impressione che si rivelerà trompe-l'œil della sola prima traccia.
Il disco procede, dunque, per undici tracce senza la ben che minima sperimentazione stlistica di genere; riproducendo seppur impeccabilmente, un genere mostruosamente sacro ed intoccabile. Così “Tinseltowns & the Cross to Bear” sembra voler dipingere la California dei Buffalo Springfield, mentre “Half Death” esorcizza scherzosamente lo spettro dispettoso di Ronnie Van Zant. Profondo sud e puzza di gasolio, alla Golliwogs, accompagnano “International Rescue” e Death Weight” per spianare la highway al blues crepuscolare di “Seven Days”. L’esalazione rock di “Tipsy” è la ciliegina sulla torta, dimenticata in frigo per oltre 40 anni. Un disco così maleodoratamente rock, senza fronzoli, nella descrizione più iconica del termine!

Trees On A Hill by Leoncini Antonio - The ShipMagazine

Primo full lenght album per i rockers svedesi Love Injections, dopo la pubblicazione di vari demo, l’ultimo dei quali ‘Breakfast For Champions’ aveva ottenuto diversi ottimi consensi da parte di stampa e pubblico. Registrato in giro per il nostro pianeta senza una dimora fissa da Robert Granli, si avvale comunque di ottimi suoni che mettono in evidenza le loro nostalgiche e magiche atmosfere. Arriva dunque il loro primo vero episodio targato Nicotine Records, sempre alla ricerca di talenti, e devo dire che pian piano la nostrana etichetta ci sta riuscendo.

Trees On A Hill, questo il titolo del disco, è un album composto dodici canzoni immediate, melodiche e con ritornelli che si stampano nel cervello sin dall’ inizio, che si lasciano ascoltare in maniera sempre piacevole. Il sound della band è una miscela composta dalla semplicità nello scrivere canzoni rock come quelle dei Soul Asylum, le venature southern di band come Lynyrd Skynyrd o Black Crowes, con l’attitudine di una classica rock n’ roll band. I Love Injections suonano dannatamente vintage, ma lo fanno davvero bene, ed è strano che in un periodo in cui si sta tornando alla ricerca di certe sonorità un po’ datate, un combo come quello svedese non riesca a ritagliarsi uno spazio maggiore. Sfido chiunque ad ascoltare un paio di brani di questo dischetto e rimanere impassibile davanti a tanta dedizione verso un rock n’ roll tanto genuino quanto schietto e senza fronzoli, che rende impossibile rimanere indifferenti per chiunque abbia un debole verso le sonorità anni 70 e 80. Brani come l’opener ‘Just About Enough’, ‘Tinseltowns & The Cross To Bear’ e ‘Tipsy’sono incredibilmente trascinanti come le ambientazioni country di ‘Half Dead’ e ‘Dead Weight’ o le melodie dolci di ‘Let Me Be Mine’.

Un gran bel disco, per passare un po’ di tempo in allegria a ricordare i tempi andati e quelli che verranno…