Fuck'Em All We've All Ready (Now) Won! - www.independentkicks.de
Das ist Punk in Reinkultur. Keine Fassade, keine Schnörkel, kein Hardcore- oder gar Metal-Gewichse, kein Crossover, kein aufgesetztes Gepose - einfach bloß authentische Fuck You Attitüde. So etwas machen aktuelle "Punk"-Bands mittlerweile ja eher selten, deshalb müssen da wieder alte Säcke ran. False Alarm haben sich 1983 in Los Angeles gegründet und anfänglich spielte dort Fat Mike mit, der ja später… - das ist aber eine ganz andere Geschichte. Die Platte "Fuck'Em All We've All Ready (Now) Won" wurde zwar bereits 2002 veröffentlicht, so weit ich weiß, aber nur in den USA, und so kann man Nicotine Records einfach nur dankbar sein, dass sie dieses großartige Album nun auch in der alten Welt zugänglich machen. Leider ist Sänger Dylan Maunder 2005 verstorben, so dass es mit einem Live-Gastspiel wohl nichts werden wird.
Die Musik auf "Fuck'Em All We've All Ready (Now) Won" kann man einfach puren Punk nennen, der irgendwo zwischen Proto-Punk der Marke New York Dolls oder Pagans und 80er Orange County Punk à la The Crowd oder Adolescents liegt. Quietschende Gitarren dürfen da ebenso wenig fehlen, wie Midtempo Nummern der Marke Social D oder US Bombs. Und schaut man sich die Liste illustrer Mitstreiter von False Alarm an, dann kann man schon erkennen, dass man es hier mit einer leider kaum beachteten Punk-Legende zu tun hat: Gastmusiker auf "Fuck'Em All We've All Ready (Now) Won" sind Cheetah Chrome von den Dead Boys, Rick Wilder von den Berlin Brats und De De Troit von UXA. Und das Coverartwork wurde von keinem geringeren Künstler als Dee Dee Ramone gestaltet. Großes Tennis!
Fuck ‘em all we’ve all ready (now) won by Simone - www.lamette.it
Ed ecco che approdano su Nicotine Records anche i False Alarm, storica punk-rock band losangelina la cui attività prosegue a singhiozzi a partire dal 1983, tra continue parentesi caotiche dovute a droga, alcool, gang wars e membri defezionari (tra questi ultimi, si può annoverare anche un Fat Mike pre-Nofx). Fuck ‘em all (il titolo è troppo lungo per citarlo per intero) vanta una splendida copertina disegnata a quattro mani dall’ultimo Dee Dee Ramone (R.I.P.) e Paul Kostabi, chitarrista della band e pittore, nonché la partecipazione di guest stars del calibro di Cheetah Chrome (Dead Boys), Rick Wilder (Berlin Brats, Mau Maus) e De Detroit (Uxa). Già questo potrebbe bastare per rendere il disco in questione un oggetto di culto. Ma andiamo avanti…
L’album consta di ben 14 pezzi di punk ’77 senza compromessi, melodico e autodistruttivo come solo la vecchia scuola californiana può concepire. Nella tracklist, figurano – tra le altre – una cover di “Vietnamese baby” dei New York Dolls e di “High tension wire” (classico dei ragazzi morti, che giustifica da solo la presenza di CC).
Purtroppo la registrazione risale al 2002, e nel frattempo la scomparsa del cantante Dylan Maunder (avvenuta nel 2005) ha causato un ulteriore terremoto all’interno della band, posticipando l’uscita di questo lavoro (il secondo in assoluto dei nostri, originariamente autoprodotto) al 2006. Lode alla nostrana Nicotine per averne promosso finalmente un’edizione europea, che – personalmente – non mi farei mancare nemmeno se mi tranciassero le dita. Rock’n’roll!
Fuck ’Em All We’ve All Ready (Now) Won by Manuel Graziani - RUMORE
False Alarm - Fuck ’Em All We’ve All Ready (Now) Won! (Nicotine)
Quella dei False Alarm è una storia in pieno stile r’n’r costellata di droga, abbandoni e morte. La nascita del gruppo risale nientemeno che all’83 con un Fat Mike pre Nofx in organico. Per il primo vagito discografico si deve attendere addirittura il ‘98 ma lo scioglimento è dietro l’angolo. Nel 2001 i losangelini rimettono insieme i pezzi imbarcando Paul Kostabi, un tizio dal discreto pedigree: ex Youth Gone Mad, White Zombie e collaboratore del Dee Dee Ramone solista, nonché produttore, dei Willowz per esempio, e pittore (la cover dell’album è sua a 4 mani proprio con Dee Dee) sulla scia del ben più noto brother Mark Kostabi. Le registrazioni dell’album, però, paiono non finire mai. I soliti problemi con la droga, la morte improvvisa del cantante/chitarrista Dylan Maunder nel 2005 e forse anche la presenza di ospiti “difficili” come Cheetah Chrome (Dead Boys), Rick Wilder (Berlin Brats, Mau Maus) e De Detroit (Uxa) rallentano di brutto l’uscita di Fuck ’Em All… che vede la luce solo nel 2006. Inutile dire che la fortuna non ha mai arriso alla band, eppure l’indolenza tossica sprigionata nella sbilenca ballata In My Mind o l’inno minore Youth Gone Mad hanno del prodigioso. Lode quindi alla Nicotine che ci ha fatto riscoprire questo gioiello a buon mercato del tardo punk a stelle e strisce.
(Manuel Graziani, RUMORE luglio-agosto 2009)